Contrarre un'infezione durante un ricovero o dopo un intervento è un'evenienza che può avere conseguenze gravi e, in alcuni casi, essere ricondotta a carenze nell'assistenza. Quando ciò accade, è legittimo chiedersi se la struttura sanitaria abbia una responsabilità e se sia possibile ottenere un risarcimento. In questa guida dello Studio Lex Subalpina spieghiamo cosa sono le infezioni ospedaliere, quando si configura la responsabilità, come funziona l'onere della prova e quali sono i passaggi per far valere i propri diritti.
Avvertenza: questo contenuto ha finalità esclusivamente informative. Non costituisce un parere legale né una consulenza personalizzata. Ogni situazione va valutata individualmente sulla base della documentazione sanitaria specifica.
Cosa sono le infezioni ospedaliere
Le infezioni ospedaliere — tecnicamente infezioni correlate all'assistenza (ICA), talvolta dette nosocomiali — sono infezioni che il paziente contrae nel corso di un ricovero o di un percorso di cura e che non erano presenti, né in incubazione, al momento del suo ingresso in struttura. Possono manifestarsi durante la degenza o anche dopo la dimissione, ad esempio a seguito di un intervento chirurgico. Non tutte sono evitabili: alcune dipendono dalle condizioni del paziente. Il tema giuridico nasce quando l'infezione è riconducibile a carenze prevenibili nell'organizzazione o nell'igiene.
Come si contraggono
Le vie con cui un'infezione può insorgere in ambito assistenziale sono diverse: attraverso ferite chirurgiche, dispositivi invasivi (cateteri, accessi venosi), procedure o, più in generale, un ambiente in cui non siano state rispettate le misure di prevenzione e controllo. Le strutture sanitarie sono tenute ad adottare protocolli di igiene, sterilizzazione e sorveglianza proprio per ridurre questo rischio. La domanda giuridica è, quindi, se nel caso concreto tali misure siano state adottate e rispettate.
Quando la struttura è responsabile
La responsabilità per un'infezione ospedaliera si fonda, in linea generale, sulla verifica che l'infezione sia derivata da una carenza prevenibile: mancata adozione o mancato rispetto dei protocolli di prevenzione, difetti nell'igiene ambientale, nella sterilizzazione degli strumenti o nella sorveglianza. Nel quadro delineato dalla legge n. 24 del 2017 (Gelli-Bianco), la struttura sanitaria risponde secondo le regole della responsabilità contrattuale per l'attività propria e del personale di cui si avvale. Ciò incide, come vedremo, anche sulla distribuzione dell'onere probatorio.
L'onere della prova
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l'onere della prova. Trattandosi di responsabilità di norma contrattuale, al paziente danneggiato spetta, in termini generali, allegare l'inadempimento e dimostrare il danno e il suo collegamento con la degenza; alla struttura può competere provare di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire l'infezione. In materia di infezioni correlate all'assistenza, la giurisprudenza ha inoltre valorizzato l'importanza della documentazione dei protocolli e dei sistemi di sorveglianza adottati dalla struttura. La concreta applicazione di questi princìpi va sempre calata sul singolo caso.
Il nesso di causalità
Come in ogni caso di responsabilità sanitaria, occorre dimostrare il nesso di causalità tra la carenza e il danno: che l'infezione, cioè, sia riconducibile all'assistenza e non a fattori estranei. La ricostruzione si basa su elementi oggettivi — il momento di insorgenza, il tipo di agente infettivo, i risultati degli esami colturali, la compatibilità con le procedure eseguite — e richiede competenze specialistiche. Anche qui, quindi, la valutazione non può fondarsi su semplici impressioni.
Cartella clinica ed esami colturali
Il materiale su cui si costruisce ogni caso è la documentazione sanitaria: la cartella clinica del ricovero, gli esami colturali e microbiologici che identificano l'agente infettivo, la documentazione delle terapie antibiotiche e degli interventi, e i referti successivi. Su questa base i periti medico-legali, con l'eventuale apporto di specialisti in malattie infettive o microbiologia, valutano origine, riconducibilità e conseguenze dell'infezione. Recuperare una documentazione completa è il primo passo.
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Quali danni possono essere risarciti
Quando la responsabilità viene accertata, il risarcimento tende a ristorare il pregiudizio nella sua interezza: il danno biologico (temporaneo e permanente), il danno morale, il prolungamento della degenza e i disagi conseguenti, nonché le spese mediche, di cura e assistenza sostenute e future. Nei casi più gravi, con esiti permanenti o conseguenze particolarmente severe, la quantificazione richiede una valutazione medico-legale accurata. In determinate condizioni possono venire in rilievo anche i pregiudizi dei familiari.
Tempi e prescrizione
Anche il diritto al risarcimento per un'infezione ospedaliera è soggetto a termini di prescrizione, la cui durata dipende dalla natura della responsabilità coinvolta. Poiché l'infezione può manifestarsi anche a distanza dal ricovero, l'individuazione del momento da cui decorrono i termini è una valutazione delicata. Anche per questo la scelta prudente è non attendere: una verifica tempestiva consente di raccogliere per tempo la documentazione e di preservare i propri diritti. Sul tema puoi leggere anche la guida su tempi e prescrizione per il quadro generale dell'istituto.
Come procedere
Il percorso, gestito dai professionisti, segue passaggi ordinati:
- Racconto e raccolta documenti: ci descrivi l'accaduto e ci fornisci la cartella clinica e gli esami. Se non li hai, ti aiutiamo a ottenerli.
- Valutazione medico-legale: gli specialisti verificano la riconducibilità dell'infezione all'assistenza e il nesso con il danno.
- Richiesta risarcitoria: si avvia la richiesta nei confronti della struttura, con l'eventuale coinvolgimento delle assicurazioni.
- Azione legale: se necessario, si procede in sede giudiziale per ottenere il giusto ristoro.
Se cerchi un riferimento sul territorio, può esserti utile la pagina sul risarcimento malasanità a Torino, mentre per il quadro generale della procedura c'è la guida su come chiedere il risarcimento per malasanità.
La fase preliminare obbligatoria
Anche per le infezioni ospedaliere, come per gli altri casi di responsabilità sanitaria, la legge impone un passaggio preliminare prima dell'eventuale causa. Chi intende agire deve, in alternativa, promuovere un accertamento tecnico preventivo in funzione conciliativa — con la nomina di un consulente che valuta i profili medico-legali — oppure esperire la mediazione. È una tappa obbligatoria: solo dopo, in assenza di accordo, si può proseguire in giudizio.
Nelle vicende di infezione correlata all'assistenza questa fase assume un rilievo particolare, perché è il momento in cui si mettono a confronto la ricostruzione tecnica del danneggiato e la documentazione dei protocolli di prevenzione e sorveglianza addotta dalla struttura. Presentarsi con una perizia medico-legale accurata — che ricostruisca origine, riconducibilità e nesso dell'infezione — consente di affrontare il confronto da una posizione solida e apre spesso la strada a un accordo con la struttura e la sua assicurazione, senza dover attendere i tempi del processo. È anche per questo che la valutazione preliminare, gratuita per il cliente, incide in modo determinante sull'intero percorso.
Domande frequenti
Un'infezione contratta in ospedale dà diritto al risarcimento?
Può darlo quando l'infezione è riconducibile a carenze nella prevenzione, nell'igiene o nella sorveglianza da parte della struttura e sussiste il nesso con il danno. La valutazione richiede l'analisi della cartella clinica da parte di un medico-legale.
Su chi grava l'onere della prova?
Nel quadro della responsabilità sanitaria la posizione della struttura è di norma contrattuale: al paziente spetta allegare l'inadempimento e il danno, mentre alla struttura può competere dimostrare di aver adottato le misure di prevenzione idonee. La valutazione va calata sul caso concreto.
Cosa serve per far valutare un caso di infezione ospedaliera?
La cartella clinica del ricovero, gli esami colturali e microbiologici, la documentazione delle terapie e ogni referto successivo, dai quali il medico-legale valuta origine, riconducibilità e conseguenze dell'infezione.
La prima valutazione è a pagamento?
No. La prima valutazione è gratuita, riservata e senza impegno: serve a capire se il caso ha fondamento prima di qualsiasi decisione.
Vale anche per le infezioni comparse dopo la dimissione?
Sì. Un'infezione può manifestarsi anche a distanza dal ricovero o dopo un intervento: ciò che conta è la sua riconducibilità all'assistenza ricevuta, da accertare con gli esami e la valutazione medico-legale. Proprio per questo è importante conservare tutta la documentazione successiva.
Vale solo per gli ospedali pubblici?
No. La responsabilità per un'infezione correlata all'assistenza può riguardare qualsiasi struttura sanitaria, pubblica o privata, presso cui il paziente sia stato assistito. La valutazione va sempre calata sul caso concreto e sulla relativa documentazione.
Conclusione
Un'infezione contratta in ospedale non implica automaticamente una responsabilità, ma quando è riconducibile a carenze prevenibili nella prevenzione e nella sorveglianza può fondare un diritto al risarcimento. La chiave è sempre la stessa: un'analisi medico-legale rigorosa sulla documentazione sanitaria, capace di stabilire origine, riconducibilità e nesso con il danno. È questo l'esame competente e riservato che possiamo offrire, per dirti con onestà se vi sono i presupposti per agire.
Come per ogni caso di responsabilità sanitaria, il nostro approccio è improntato all'equilibrio: nessuna promessa di risultato, ma una valutazione seria che ti permetta di decidere con consapevolezza se e come procedere. Recuperare per tempo la cartella clinica e gli esami colturali — e affidarli a chi sa leggerli — resta il passo più importante per non disperdere elementi preziosi.
Se hai vissuto una situazione di questo tipo, lo Studio Lex Subalpina è a disposizione per una valutazione senza impegno: scrivici dalla pagina contatti o chiama il numero in alto.
Le informazioni contenute in questa guida hanno carattere generale e divulgativo e non sostituiscono un parere legale personalizzato. Ogni caso va valutato singolarmente sulla base della documentazione specifica.